N.1 2020 - La produzione di contenuti in biblioteca

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Bill, Biblioteca della legalità: “parole, figure, libri” per narrare alle ragazze e ai ragazzi “responsabilità, diritto, giustizia, dignità”

Marta Marchi

IBBY Italia. Coordinamento nazionale, Bill Biblioteca della legalità; marga21.marta@gmail.com

Per tutti i siti web l’ultima consultazione è stata effettuata il 9 aprile 2020.

Abstract

L’articolo descrive e analizza l’esperienza della Biblioteca della legalità (Bill), progetto che oggi conta una rete di 23 biblioteche pubbliche distribuite in tutta Italia, tre bibliografie e centinaia di iniziative rivolte ai giovani per educarli al senso critico, alla giustizia, al rispetto delle regole attraverso la lettura e la scrittura.

English abstract

The article aims to describe and analyse the experience of the “Library of legality” (Bill), a project that brings together a network of 23 Italian public libraries, that has published three bibliographies, and it has supported hundreds of initiatives aimed to educate young people to critical sense, justice, respect for the rules through reading and writing.

Tutto nasce da un seme, ma il seme / non nasce senza qualcuno o qualcosa / che se ne prenda cura e lo coltivi, / che quel seme sia un seme o un’idea, / un pensiero o una canzone, un sorriso / o un libro illustrato. E seme dopo / seme / abbiamo una coltura…o una cultura. / O entrambe le cose.

Andrea Valente

Le biblioteche mantengono da sempre i ruoli di conservazione dei libri, di sostegno alla ricerca, di alfabetizzazione culturale, ma a questi si è aggiunta, e nel tempo acuita, una maggiore sensibilità verso i repentini e talvolta imprevisti cambiamenti sociali, economici e culturali. Nella nostra complessa realtà, a fronte delle emergenti necessità e criticità di una popolazione sempre più eterogenea per provenienza, cultura, orientamento etico e politico, le biblioteche hanno dovuto e saputo interrogarsi sulla propria identità e sui servizi da offrire al cittadino. In questo percorso, fatto anche di contraddizioni e di cambiamenti, queste agenzie della conoscenza, della comunicazione e della relazione, per propria natura recettive, sono state talvolta in grado di maturare una maggiore consapevolezza verso i problemi della società reale e di elaborare alcune risposte ai bisogni fondamentali e inalienabili delle persone. In questo modo la biblioteca si è posta in relazione, sul medesimo piano, con il cittadino e, in una rete umana significativa, ha elaborato soluzioni possibili a problemi che, all’apparenza, sembrano non avere alcuna soluzione.

Viviamo in un paese dove, com’è noto, l’illegalità è troppo diffusa e, contestualmente, la povertà educativa ci riconduce a una situazione allarmante. Le ultime indagini condotte in Italia mettono in luce profonde disuguaglianze culturali ed educative, le quali, a loro volta, producono ampi divari a livello territoriale, sociale e di genere.

Le biblioteche, nel loro ruolo e con i loro servizi, possono contribuire al sostegno e al benessere dei cittadini. In particolare, possono promuovere la lettura facendo conoscere le storie migliori, selezionando i migliori libri, quelli che paradossalmente sono più difficili da raggiungere per i lettori. La biblioteca può mettersi in relazione con i sistemi di istruzione e, in sinergia con essi, può stabilire una continuità educativa e formativa.

È questo il caso della Biblioteca della legalità (Bill), una raccolta di libri per ragazzi e giovani adulti con storie sulla legalità e sulla criminalità organizzata, ma anche sulla nostra Costituzione, sui diritti e l’uguaglianza, sulla costruzione della propria identità, sulla responsabilità e sulla dignità di ciascuna persona. È una biblioteca circolante messa a disposizione di scuole, comuni e agenzie del territorio; una biblioteca che non aspetta di essere localizzata e consultata ma che “si muove verso” le persone per incontrarle e per farle dialogare, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sui temi fondamentali della convivenza civile.

Da luogo criminale a “Fattoria della legalità”, una storia che parla di futuro

Questa è la Biblioteca della Legalità. No, non questa stanza. / Perché Bill, così la chiamiamo noi amici, non è come le altre / Biblioteche. Non vive dentro ad un edificio. Lei è “libera”, / può vivere ovunque. Dorme dentro le valigie, e viaggia, / corre incontro a bimbi e ragazzi portando a spasso le / sue storie. Entra nelle scuole, nelle case, nelle piazze, sulle / strade. Sparpaglia i suoi racconti come fossero semi…

Michele Altomeni 

L’idea di una Biblioteca della legalità nasce nel Comune di Isola del Piano (PU), nelle Marche, in un bene confiscato alla mafia. Tutto inizia nel 2002, con una denuncia di estorsione a cui seguono le indagini che portano a identificare come responsabile un pluripregiudicato, conosciuto però nel territorio lombardo come imprenditore in grado di dare lavoro a molti. La vicenda giudiziaria è complessa e il processo si concluderà nel 2004 portando alla condanna di tutti gli imputati e alla confisca dei beni. Tra questi anche un’ampia tenuta agricola, situata nel Comune di Isola del Piano, vicino a Fano, circondata da un alto muro di mattoni. La confisca definitiva avverrà nel 2006 e solo nel 2010 il nuovo sindaco del paese, Giuseppe Paolini, chiederà con forza l’assegnazione del bene al Comune e contestualmente inviterà Libera per la sua gestione. Nell’anno successivo, la tenuta diventa Fattoria della legalità, uno spazio di condivisione, di consapevolezza e di corresponsabilità.

Diverse testimonianze e narrazioni di questo iter lungo, faticoso e anche coraggioso che hanno portato alla costituzione della Fattoria della legalità, sono raccolte in forma di racconto o in forma scritta, nel sito della stessa Fattoria. Segnaliamo in particolare il video-racconto del magistrato che ha seguito il processo, Luca Masini, e la video-presentazione della Fattoria della legalità realizzato da alcuni studenti dell’Istituto superiore per le industrie artistiche (ISIA) di Urbino.

Da muro a “libro di mattoni”

Con la Fattoria della legalità nascono percorsi, iniziative e azioni per sostenerne le scelte. Diventa importante diffondere la cultura della qualità nelle relazioni e della dignità di se stessi e degli altri, della responsabilità nei confronti del mondo che abitiamo, della corresponsabilità delle decisioni in un paese in cui le percentuali della criminalità organizzata sono ancora molto alte. Diventa rilevante contrastare il pensiero diffuso che sostenta comportamenti individuali illeciti, condotte e abitudini radicati che contrastano con i principi fondamentali della nostra Costituzione. Costruire occasioni di incontro e modalità di partecipazione efficaci, diventa per la Fattoria un nodo cruciale della rete che lentamente si sta costituendo.

Nel sito sopra menzionato troviamo una breve narrazione che ci testimonia come tutti gli impegni, presi successivamente ai primi momenti decisionali, abbiano seguito un percorso di partecipazione attiva e di presa in carico responsabile. Questo che segue è il frammento di una narrazione che porterà a costruire un “libro di mattoni”:

Prima ancora di diventare Fattoria della Legalità, quando ancora era luogo criminale, l’edificio principale aveva subìto molte trasformazioni. Tra le altre cose era stato costruito un lungo muro di cinta che circondava tutta l’area. Per un certo periodo ci siamo interrogati se quel muro andasse abbattuto, anche a simboleggiare il ripristino del bene e della sua relazione con la comunità circostante. Alla fine della discussione abbiamo deciso di mantenere il muro, come oggetto di memoria, ma di trasformarlo in un grande libro che possa raccontare delle storie.

È da questa decisione comune che nascerà l’incontro con diverse realtà e associazioni che contribuiranno a realizzare l’opera intitolata Libro di mattoni, un muro ricoperto da parole, citazioni, ritratti e disegni per affermare l’impegno contro le mafie.

Da “libro di mattoni” ai libri

Il passo è fatto. La Fattoria inizia ad aprirsi al territorio, alle scuole e agli enti e assieme a loro inizia a costruire la cultura del dialogo e della legalità. Se il muro aveva cominciato a raccogliere e a restituire “visivamente” alcune storie e testimonianze, un piccolo numero di libri stava costituendo una prima unità di narrazioni e di altre storie per continuare a parlare di diritto e di giustizia, ma anche di coraggio e di impegno.

Ben presto si arriva a un nucleo di 101 libri, una prima selezione a opera di un ristretto gruppo di persone, alcune delle quali esperte di letteratura per bambini e ragazzi, altre del settore della giustizia, altre ancora presenti come cittadini consapevoli e attivi. Quell’uno finale di 101 sta già a indicare come, nell’intenzione di coloro che cominciarono a mettere mano alla prima bibliografia Bill, vi fosse la chiara consapevolezza di una maturazione e di una crescita graduali del progetto.

L’apporto del territorio nelle operazioni successive alla nascita di Bill è determinante. L’associazione Fattoria della legalità, con presidente Michele Altomeni, mette in campo tutta una serie di collegamenti con istituzioni nevralgiche del luogo, rispondenti agli obiettivi individuati. Diventa fondamentale il rapporto con la Mediateca Montanari (MeMo) di Fano, con il costante lavoro di Valeria Patregnani, responsabile dei servizi bibliotecari. Questo permette da subito una serie di azioni che contribuiscono alla formazione di una rete di soggetti che di fatto rende poi possibile la costituzione di Bill come progetto. In esso, infatti, oltre alla Fattoria della legalità, il Comune di Isola del Piano e AIB Marche, sono presenti esponenti dell’Associazione nazionale magistrati (ANM) e l’ISIA di Urbino. A questi si aggiungono come sostenitori e promotori del progetto, IBBY Italia, il Forum del libro, scrittori ed editori per ragazzi. Ciascuno, con le proprie specificità, sostiene i primi passi di questo progetto, assieme ai docenti delle scuole e ai cittadini, presenti a vario titolo.

Tra quelli nominati vorrei porre l’attenzione sul ruolo peculiare svolto dall’ANM, sottosezione di Pesaro, un gruppo di magistrati che ha sostenuto fin dall’inizio il progetto, mettendo a disposizione le proprie competenze e risorse, non solo come specialisti del settore e quindi formatori, ma anche come organizzatori di attività altamente significative quali ad esempio il “processo simulato”, attività svolta all’interno delle aule del Tribunale di Pesaro, con gli stessi ragazzi nei panni dell’accusa o della difesa, dei testimoni o dell’accusato. Unico a mantenere il proprio ruolo, il Giudice. I magistrati sono stati in grado di mettersi in dialogo con insegnanti, educatori, bambini e ragazzi, trovando le parole giuste per creare contatto e sintonia su temi tanto difficili quanto delicati.

Altro soggetto importante della rete marchigiana costituitasi attorno a Bill è l’ISIA di Urbino che contribuisce con continuità allo sviluppo della grafica e dei materiali realizzati in diverse occasioni.

Infine, sempre tra quelli citati, IBBY Italia (International Board for Young People), associazione internazionale nata dopo la Seconda guerra mondiale e presente oggi in 75 paesi nel mondo. IBBY, fondata nel 1953 da Jella Lepman, ha lo scopo di facilitare l’incontro tra i libri, di alta cifra letteraria e artistica, e i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, nella ferma convinzione che i libri possano veramente cambiare la qualità della vita. Per questo l’associazione si impegna a garantire e difendere il loro diritto ad accedere ai libri e alla lettura, in particolar modo nelle aree più disagiate e remote dei territori. IBBY si occupa di selezionare libri e bibliografie, sostiene biblioteche, enti, librerie e progetti di inclusione sociale che favoriscano il libero accesso alla conoscenza e la piena partecipazione alla vita sociale.

È il caso qui di citare due opere che trattano ampiamente della figura di Jella Lepman e della nascita di IBBY. La prima, Un ponte di libri, è un testo di carattere autobiografico, uscito in Italia recentemente in una nuova edizione, a cura e con la traduzione di Anna Patrucco Becchi, per la casa editrice Sinnos. Un’edizione arricchita da un apparato fotografico e da materiali d’archivio che la rendono molto interessante sia da un punto di vista storico che letterario.

Una seconda opera, dedicata primariamente ai bambini, e che ora trova in Bill la sua collocazione, è Una rivoluzione di carta della scrittrice Gigliola Alvisi, la quale ha pensato di raccontare ai bambini la medesima straordinaria storia, ma dal punto di vista di un ragazzino sopravvissuto agli orrori della guerra.

Formazione continua

Già dal 2011 presso la MeMo era stata avviata una prima riflessione sulle parole chiave in ambito giudiziario: il progetto “Con le parole giuste: le parole della giustizia nella filosofia, nella letteratura, nella società”. Negli incontri vengono affrontate e declinate le parole che in ambito giudiziario hanno un significato, ma che in altri settori assumono un senso e un peso diversi.

Il ciclo di incontri, continuato negli anni a seguire, ha sicuramente influito nella sensibilizzazione e nella formazione dei cittadini di quel territorio, coinvolgendo scuole, insegnanti, educatori e promotori della lettura, ma ha avuto anche un suo peso specifico nel momento in cui faceva i primi passi la giovane Bill (2014).

In questo stesso anno un piccolo numero di persone afferenti al progetto costruisce con Valeria Patregnani il primo incontro di formazione presso la MeMo. Ritengo importante riportarne il programma perché dai temi di questa prima formazione si evincono la cifra e la prospettiva delle azioni di progetto:

  • Michele Altomeni (Libera) - La Fattoria della Legalità a servizio delle scuole
  • Valeria Cigliola (Magistrato) - Legalità e cittadinanza
  • Gustavo Ferretti (Professore) - La Costituzione e la legalità democratica
  • Luisa Mattia (Scrittrice) - L’importanza della narrazione e della scrittura delle storie
  • Silvana Sola (IBBY Italia) - 101 libri per cominciare…

Il corso è gratuito. É richiesta l’iscrizione.

Con queste due connotazioni, “gratuità” e “iscrizione”, la formazione, altra parola e azione chiave di Bill, diventerà un passaggio sostanziale fatto di studio e di confronto che, nel tempo, assumerà cadenza annuale e sarà di respiro nazionale. L’ultimo appuntamento è stato nel 2019, sempre presso la MeMo, nelle giornate del 26 e 27 ottobre.

Una bibliografia in crescita e in movimento

101, con l’idea radicata della crescita. 101, solo per iniziare. Il primo pieghevole Bill con i titoli dei libri, porta esattamente questa dicitura «101 libri per iniziare».

La biblioteca ha sede inizialmente presso la Fattoria a Isola del Piano e i primi libri che la costituiscono sono in gran parte donati dagli editori.

Ma il progetto, va ribadito, ha come obiettivo principale quello di diffondere la cultura della legalità, della responsabilità, della giustizia e del coraggio, e lo fa proprio attraverso la promozione della lettura, nella convinzione che le storie abbiano un ruolo essenziale nella comprensione della realtà e siano strumenti utili per promuovere questi valori al fine di costruire un immaginario condiviso, all’interno del quale il principio di vivere nella legalità acquisti una centralità fondamentale.

Diventa quindi necessario che i libri acquistino forza e si mettano in movimento: Bill “diventa itinerante” e va nei luoghi abitati e frequentati dalle ragazze e dai ragazzi, primo fra tutti la scuola.

Partirà dalla MeMo la prima valigia Bill e il suo viaggio la condurrà alla scuola “Matteo Nuti” di Fano dove Valeria Patregnani e Michele Altomeni faranno conoscere i libri ai ragazzi e alle ragazze. Interessante il video che testimonia la serie di azioni e di intenzioni che fanno sì che i libri vadano ai lettori e non viceversa. Azioni, qui anticipiamo, che saranno adottate in tutti i luoghi, a livello nazionale, in cui la Bill verrà replicata.

Bill, un nome e un’identità

La biblioteca circolante ha ormai un nome, Bill, Biblioteca della legalità. «Bill è un nome da Far West, ci riporta Gianni Rodari, i film di Sergio Leone, le musiche di Ennio Morricone, Bill è una ragazzaccia, difficile da imbrigliare in un ruolo una definizione, attenta al cambiamento, ma capace di preservare le memorie dell’oblio».

Bill ha ormai un proprio logo, è riconoscibile anche visivamente con segnaletica e locandine. I due studenti che lo hanno elaborato, Federico Alessandri e Agnese Tamburini, sono partiti dal concetto di confine/limite che spesso appare labile, volendo esprimere ciò che è legale e ciò che legale non è; hanno indagato il concetto di limite che racchiude uno spazio sicuro, ma allo stesso tempo facile da oltrepassare. Attraverso le storie e i racconti, ogni persona è in grado di imparare quale sia il limite presente nella sua realtà ma anche in altre realtà, al di fuori.

Bill sta per: BI “Biblioteca”, L “Legalità”, la seconda L sta per “Libera”, associazione che in Italia da anni combatte la mafia e la criminalità organizzata. Ma ci piace pensarla anche come aggettivo, “libera”.

Non in tutte le località in cui Bill viene replicata infatti troviamo, nella rete che si costituisce per sostenere il progetto, l’associazione Libera. Infatti, a seconda dei luoghi e della loro precisa configurazione territoriale, sociale e culturale, nel sostenere il progetto viene a costituirsi una rete di soggetti con caratteristiche anche molto differenti. Possono essere le biblioteche di pubblica lettura o interi sistemi bibliotecari, possono essere gli istituti scolastici o le università, i Comuni o le Regioni negli assessorati competenti in materia di cultura e di lotta alla criminalità organizzata. Possono essere librerie o associazioni di promozione sociale, ma anche istituti specifici che si occupano di libro e di lettura.

Unico vincolo è che Bill non perda le caratteristiche che la identificano e che così possiamo riassumere: la circolarità dei libri, il sostegno e la promozione di una rete di soggetti, la formazione continua; tratti di un’identità ben precisa e proprietà di un modello di biblioteca che, già nella sua gestione, ne determinano le azioni. Le tre caratteristiche diventeranno il baricentro per la diffusione e la promozione di Bill.

Nella pratica, la circolarità permette che i libri vengano assegnati alle scuole o agli enti che la richiedono per un periodo che va concordato, ma che in genere si aggira attorno ai due mesi; in questo periodo gli operatori e i ragazzi possono utilizzarne i libri. Le modalità di utilizzo possono cambiare, ma l’importante è che attraverso le storie lette o ascoltate, si creino occasioni di confronto con il significato della parola legalità declinata e indagata a trecentosessanta gradi. Al termine del periodo i libri sono pronti per continuare il viaggio in un’altra scuola o in un altro ente.

Nelle esperienze avute sin qui, abbiamo potuto constatare quanto sia importante far precedere al prestito dei libri, alcuni momenti di incontro e di attività di laboratorio con gli adulti che la richiedono. La poca dimestichezza o la poca abitudine a trattare temi tanto rilevanti quali il diritto, la giustizia, la Costituzione, ma anche argomenti come la capacità di scegliere, affrontare un problema, farsi un’opinione, talvolta disorientano gli adulti nel momento della conversazione, soprattutto se le attività scolastiche di routine o di ricerca non si basano sul metodo della conversazione, corroborata dall’ascolto delle posizioni e dei ragionamenti dei ragazzi, qualsiasi essi siano.

Gli incontri che precedono o che comunque sostengono le assegnazioni alle scuole o alle biblioteche, diventano così momenti basilari di una prima formazione, sia sui contenuti che sulle possibili strategie e metodologie da adottare con i ragazzi. Una formazione, quindi, in itinere che si affianca ai momenti formativi di carattere nazionale o regionale, una formazione dialogata e condivisa, un lavoro di rete capace di far nascere sinergie e momenti in cui le capacità e le risorse diventano complementari: uno stile di lavoro che ha già in sé, concretamente, quei valori di rispetto, di tolleranza, di valorizzazione di tutti che Bill vuole proporre ai ragazzi.

Disseminazione del progetto

La ricchezza di Bill sta nell’aver condensato attorno al progetto professioni diverse, contesti differenti, esperienze eterogenee con un unico obiettivo, quello di convergere a una riflessione sulla vita democratica sostenuta dai diritti fondamentali e ineludibili dell’uomo. Il fatto che la biblioteca venga messa nelle valigie e si sposti, che sia declinata in modi che corrispondono a comunità territoriali specifiche e che, in ogni luogo, siano le persone stesse ad accoglierla e ad animarla, restituisce bene la cifra specifica di questo progetto.

Come ogni pianta, anche della medesima specie, sa “interpretare” per svilupparsi le fonti di energia e di sostentamento quali la terra, la luce e il calore, la Bill, appena un po’ cresciuta, sa camminare con le proprie gambe e si articola in modi diversi, mettendo in campo competenze in grado di ascoltare e recepire domande e necessità di quel preciso territorio.

La Bill con queste modalità sa rispondere e replicarsi, diventando un progetto dinamico il cui centro evolutivo è lo straordinario binomio libri-ragazzi.

A questo scopo sono state elaborate delle linee guida, che in breve prevedono quanto segue: la presenza di un soggetto capofila, attivo nelle promozione della lettura e della legalità, che coordini tutte le realtà facenti parte della nascente rete territoriale; la costituzione di un nuovo nucleo di libri che comprenda almeno il 70% della bibliografia originale; la possibilità di inserire nuovi libri, a seconda del contesto del territorio e delle realtà coinvolte, che caratterizzeranno le nuove Bill, libri che saranno anche condivisi tra tutte le reti, rendendo ancora più ricco e dinamico il progetto.

Sono così nate esperienze simili a quella fin qui descritta e attualmente le Bill attive sono 23, diffuse in tutto il territorio nazionale. É stato necessario, a un certo punto, che si costituisse un coordinamento nazionale Bill di cui, a oggi, fanno parte Silvana Sola, Valeria Patregnani, Della Passarelli, Elisabetta Morosini, Valeria Cigliola, Alessandro Riccioni, Chiara Pinton, Marta Marchi.

Illustriamo di seguito solo alcune esperienze di Bill “disseminata” nel territorio nazionale. La scelta è fatta, unicamente, per rendere evidenti l’impianto e le caratteristiche peculiari di ciascun progetto Bill.

Figura 1 23 Bill italiane

Roma

Il 6 ottobre 2017 la Biblioteca Collina della pace entra a far parte del progetto Bill proprio per la sua storia. La sede infatti, da poco inaugurata, si colloca in uno spazio che è un bene confiscato alla mafia (Banda della Magliana) il quale, attraverso un percorso di progettazione partecipata, ha visto, prima la creazione di un parco pubblico intitolato a Peppino Impastato, poi la creazione di una biblioteca. La Biblioteca Collina della pace diventa capofila del progetto Bill e punto di riferimento per tutte le biblioteche della Regione. La bibliografia Bill è stata acquistata anche per la Biblioteca Europea di Roma e per la Biblioteca Pasolini di Spinaceto (RM). Per gli adulti sono costruiti incontri di formazione, per i ragazzi attività di laboratorio e la biblioteca diventa centro di aggregazione, di incontro e di discussione per rigenerare un intero territorio e i suoi cittadini. Si succederanno diversi incontri di formazione, gli ultimi, in ordine di tempo quelli del mese dello scorso febbraio. Temi della formazione locale sono l’immigrazione sondata, come sempre, da angolazioni diverse, ma anche il concetto di democrazia, così debole di fronte alla pervasività del potere economico e di quello finanziario o, ancora, le costituzioni ormai prive di concreta capacità dialogica e soprattutto istituzioni fragili e incapaci proprio nella difesa dei diritti verso i più deboli.

Per consentire una maggior partecipazione alla formazione da parte dei docenti e degli studenti della scuola secondaria, è stato inaugurato quest’anno uno spazio e-learning, in piattaforma Moodle, all’interno delle pagine web del Forum del libro.

Infine, a febbraio, Bill ha raggiunto il Bibliopoint Alessandra Tarducci di Centocelle (Roma) e in questa occasione, a cura di Della Passarelli (direttrice casa editrice Sinnos), Paola Tinchitella (responsabile Biblioteca Collina della pace) e Luisa Maria Marigliano (IBBY Italia), è stato proposto un incontro formativo, aperto a tutti ma dedicato, in maniera particolare ai docenti, su come lavorare con i libri della Bill e su come aderire al progetto.

Padova

Bill è portata nelle scuole e nelle comunità che la richiedono dall’Associazione di promozione sociale MiLEGGI: diritti ad alta voce, capofila della rete costituita inoltre da Legambiente, Unicef, Associazione Popoli insieme, Banca etica, Almaterra cooperativa sociale.

MiLEGGI, da circa un anno, ha una propria sede e qui organizza gli incontri del proprio direttivo e delle socie volontarie, mantiene e implementa la bibliografia Bill, costruisce i percorsi da realizzare poi nelle scuole, una volta portate le valigie con i libri. Mensilmente gli aderenti si incontrano per approfondire Bill e condividono momenti di lettura ad alta voce.

MiLEGGI, inoltre, partecipa attivamente alla Rete Bill nazionale, organizza giornate di formazione e di studio per docenti, genitori, bibliotecari, studenti e tirocinanti dell’Università degli studi di Padova. Negli ultimi due anni ha stretto relazioni e accordi per promuovere Bill e fare formazione con il Sistema bibliotecario della Provincia di Padova, la Regione Veneto in ambito del Progetto 3L Lettura legalità libertà, il Comune e la Biblioteca di Rubano e altri Comuni della Provincia di Padova e della Regione Veneto.

Il direttivo esprime una pluralità di voci e di esperienze che sostengono le scelte e promuovono le attività. Proprio per questa peculiare caratteristica, l’associazione è in grado di organizzare e di promuovere sia incontri di formazione esterni a sistemi e ambienti precostituiti, che di dialogare e di progettare percorsi e iniziative con enti e istituzioni della Regione.

L’associazione ha organizzato un primo convegno nel 2019 con tema “Il diritto di leggere - il diritto alle storie” e un giorno di formazione con tema “Biblioteche, spazio e tempo per crescere” (8 febbraio 2020).

Recentemente ha inaugurato un proprio sito e canali social dedicati alla lettura, all’ascolto, alla scrittura. Molti i testi indagati che appartengono alla bibliografia Bill, altri invece testi che “dialogano” con essa.

Alta Valle del Reno (BO)

Su iniziativa della Biblioteca comunale di Lizzano in Belvedere, ma attraverso il grande lavoro del bibliotecario, scrittore e traduttore Alessandro Riccioni, è avvenuta la disseminazione di Bill nella zona dell’Appennino bolognese. Nel 2017, infatti, una Bill nasce nell’Alta Valle del Reno e dal gennaio 2018 avvia con le scuole del territorio un percorso di conoscenza e di approfondimento dei contenuti della nostra Carta costituzionale.

Caratteristica di questa rete è lo straordinario rapporto di collaborazione intercorso tra il bibliotecario e i tanti docenti sparsi su un vasto territorio non sempre facilmente raggiungibile e, a cascata, l’alto numero di alunne e alunni raggiunti.

Matera

La Rete territoriale Bill si forma nel settembre 2018 per iniziativa del “Women’s fiction festival” tra i banchi di scuola, una sezione, all’interno del festival, dedicata ai ragazzi. Il percorso del 2018 ha come tema “Lettura e legalità”. La cura degli incontri con gli autori, svoltisi nelle scuole, e la cura della formazione dedicata ai professionisti della scuola, delle associazioni e delle librerie vedono il contributo di Silvana Sola e di altri membri della Cooperativa culturale Giannino Stoppani e di Della Passarelli (Sinnos).

Ad oggi, fanno parte della rete dieci istituti scolastici, dieci associazioni e cinque librerie. Attualmente capofila della rete è l’Unione italiana sport per tutti (UISP).

La difesa dell’ambiente, lo sport, l’arte e la cultura sono le caratteristiche che si intrecciano ai momenti organizzati dalla rete, che vedono un ampio coinvolgimento della scuola, delle agenzie territoriali quali le librerie e le associazioni e che registrano un’interessante risposta da parte dei cittadini.

Regione Friuli Venezia Giulia

Due sono le dotazioni Bill acquisite e messe a disposizione da settembre 2019, la prima presso la Biblioteca di San Canzian d’Isonzo, punto di riferimento per la zona di Gorizia e di Trieste, la seconda presso la sede dell’Associazione Damatrà, disponibile per il territorio di Udine e di Pordenone. Dal sito web dell’associazione è possibile scaricare diverse attività da promuovere presso biblioteche e scuole a partire dalla bibliografia citata. Bill si inserisce all’interno di un vasto e pluriennale progetto sostenuto dalla Regione e dalla sezione dell’associazione dedicata ai giovani. L’associazione, che ha come scopo la ricerca educativa e culturale, promuovere la lettura e sviluppa attività che utilizzano linguaggi diversi e vicini alle nuove generazioni, cercando di trovare le risposte più adatte alla realtà sociale e culturale in costante mutamento.

Pistoia

Ultima, ma solo in ordine cronologico, Bill alla Biblioteca San Giorgio, capofila della rete toscana. Con la biblioteca sottoscrivono il patto territoriale la Camera di commercio di Pistoia, da anni impegnata in attività di diffusione della cultura della legalità nel territorio provinciale, in particolar modo con iniziative rivolte agli studenti, agli imprenditori e ai cittadini, la Fondazione Caponnetto, nata per proseguire l’opera del giudice portando avanti la lotta contro criminalità organizzata e l’associazione Amici della San Giorgio, nata nel 2009, da sempre in prima fila sui temi della partecipazione, della cittadinanza attiva e della condivisione del valore della biblioteca come spazio di socialità consapevole.

Il progetto Bill trova ora la sua collocazione in IBBY Italia; è infatti, uno dei quattro progetti che l’organizzazione nazionale sostiene. In questo momento Bill sta cercando modalità di comunicazione e di visibilità, non solo perché le diverse realtà territoriali possano comunicare tra loro, ma anche per una maggiore diffusione delle pratiche e della formazione.

Bibliografia Bill 101+101

Bill quindi arriva con i suoi libri là dove un ambiente disposto al dialogo e al confronto si rende disponibile. Il modo che è stato trovato, da chi ha iniziato questo percorso, per parlare ai ragazzi di giustizia, legalità e responsabilità è la “narrazione”.

Abbiamo visto tante volte, portando i libri nelle valigie nelle scuole e nelle biblioteche, che è attraverso le storie, le parole, la narrazione che si riesce a costruire ponti con chi può pensare e parlare diversamente da noi.

Ma quali libri scegliere? I ragionamenti fatti sono stati molti e diversi e si sono sviluppati in differenti momenti durante i primi anni, ma sono state proprio le specificità delle persone coinvolte nel progetto che hanno permesso che si scegliessero i primi 101 libri e, successivamente altri 101 (2016), una bibliografia di 202 titoli.

La selezione è stata quindi realizzata grazie alla collaborazione di tutti i soggetti partecipanti al progetto e curata da IBBY Italia.

Il cammino della Biblioteca della legalità procede e, nella disseminazione del progetto, diviene urgente, condividere con i gruppi distribuiti nel territorio nazionale, la sua nascita, ma soprattutto quali sono le basi e i principi fondanti la Bill.

Viene così pubblicata la prima “antologia” Bill, un testo che non raccoglie i brani dei libri in bibliografia, ma che, invece, mette insieme le voci dei tanti che la sostengono.

L’antologia viene presentata alla Fiera del libro per ragazzi, a Bologna, nel 2017 ed è costituita dai contributi dei soci fondatori, dai magistrati, scrittori e illustratori, dai promotori della lettura ai quali era stato chiesto di raccontare il loro concetto di legalità coniugato con la parola e la lettura.

Una polifonia di voci, ma anche di immagini, ricca di scritture diverse e di una trama che testimonia l’esistenza di una comunità che ritiene importante la circolazione delle storie e dei pensieri. Un’antologia per tutti, grandi e piccoli assieme, dentro e fuori dalla scuola, dalla biblioteca, dalla famiglia, dalle aule di giustizia e in molti altri luoghi ancora, perché le storie qui contenute possano raccontare altre storie in un processo germinativo che vede le sue radici in parole importanti quali libertà, diritto, bellezza. Storie firmate da magistrati, da scrittori, da editori, da figure diverse della società civile che, pagina dopo pagina, dichiarano lo spirito libero di Bill.

Una biblioteca quindi “limitata” nel numero, ma ricca di storie, di generi, di formati e di condizioni di leggibilità, una biblioteca frutto di scelte condivise. Libri che trattano argomenti complicati e scabrosi ma lo fanno in modi adatti a essere capiti dalle giovani generazioni. Libri di alta qualità che incontrano le domande e le vite dei giovani lettori, libri “belli” che sanno trattare questioni importanti attraverso narrazioni avvincenti dove, talvolta, il problema viene “attaccato” di lato, proprio per lasciare lo spazio giusto per la riflessione personale, il pensiero critico, le scelte.

Libri differenti nei generi, libri di narrativa, albi illustrati, silent book, ossia libri senza parole che parlano la lingua di tutti, graphic novel, ma anche libri strettamente aderenti alla realtà, non romanzati, come saggi, biografie, cronache.

Libri ricchi di storie narrate con parole scelte. Testi che spesso usano la forza poetica delle parole e delle immagini. Libri che raccontano la vita di alcune persone che hanno fatto la storia politica, sociale, culturale e morale del nostro paese. Libri che raccontano indagini svolte su situazioni spinose e contraddittorie, illegali e ingiuste, ancora troppo poco conosciute dai ragazzi e poco prese in considerazione dal mondo adulto. Libri che sanno parlare.

Per introdurci un po’ tra le maglie delle parole e delle storie di questa bibliografia partiamo da un piccolo libro che ci fa entrare nel grande libro che contiene i “principi costituzionali” della nostra nazione, La Costituzione in tasca.

Il testo ci restituisce da subito il significato che Bill dà alla parola legalità: «La parola legalità è legalità della Costituzione, il nostro faro, vicino alla legalità la parola Libertà e poi Responsabilità».

La parola legalità, dalle diverse accezioni e usi, viene qui definita con una semplicità sconcertante, poiché se la “leggiamo” alla luce della carta costituzionale e la affianchiamo a principi quali la libertà, la responsabilità, la dignità, difficilmente potremo cadere in significati rigidi o ambigui. «Per funzionare bene, la Costituzione ha bisogno di nuovo carburante, affinché sia sempre viva e in movimento. Per questo servi tu!».

Così inizia La Costituzione in tasca, piccolo e prezioso libro, scritto dalle magistrate Elisabetta Morosini e Valeria Cigliola, in cui i fondamenti della nostra Carta costituzionale, attraverso due ragazzini della scuola primaria, diventano “sostanza” nella vita d’ogni giorno. Nelle parole di Emma e di Giovanni, i due protagonisti della storia, viene reso comprensibile il senso dei fondamentali articoli della Costituzione. Lungo tutte le pagine, le due autrici illustrano i diritti e i doveri dei cittadini, la tutela della salute o la condizione giuridica degli stranieri, ma anche la solidarietà sociale e il diritto alla scuola e al lavoro.

In una piccola nota in fondo al libro, viene sottolineato come il testo non sia espressione delle conoscenze giuridiche delle due autrici, quanto invece frutto della loro passione autentica per la Costituzione italiana, nutrita dal desidero di condividere i valori e i principi della Carta con i giovani lettori. Un libro lieve e anche giocoso che usa “parole limpide” e “pensieri bambini” per rendere la Carta costituzionale vicina, comprensibile, cristallina. Non un libro da riporre a scaffale, quanto un libro che da subito dichiara la propria collocazione, “in tasca”, nel senso che i principi costituzionali ci accompagnano nel tempo e nello spazio della nostra vita personale e collettiva e sono in grado di restituire senso a questo nostro esistere e vivere.

Il libro, edito da Sinnos, nasce proprio all’interno del progetto Bill, e sostiene le azioni che gli adulti mettono in campo, come scrive nella postfazione Della Passarelli, per accompagnare i giovani lettori «a crescere come cittadini consapevoli, con mente e cuori aperti, perché possano affrontare la vita capaci di impegnarsi, desiderare, confrontarsi».

Un numero limitato di libri (202), abbiamo affermato più sopra, ma i “limiti” sono uno strumento straordinario di libertà. Essi, nel definire spazi, tempi e movimenti, sprigionano la grande capacità creativa dell’uomo. I limiti ci permettono di immaginare il dopo, il fuori, quel che sarebbe se… «Trovare nei pezzi della narrazione, della letteratura, la realtà, ci può riportare ad una dimensione di contemporaneità senza farci perdere la dimensione dell’immaginazione. È l’immaginazione che ci permette di sognare e questa dimensione è fortemente presente in Bill».

Al riguardo, abbiamo il conforto che proviene dal grande lavoro di pensiero e di azione svolto da Gianni Rodari di cui qui consideriamo solo un breve inciso riferito alla Grammatica della fantasia: «Io spero che il libretto possa essere ugualmente utile a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola».

“Immaginazione”, forma del pensiero, figura fluida di esso che può generare intuizioni e azioni creative, e “parola”, elemento principe della capacità di espressione umana nella sua dimensione individuale e collettiva. Un binomio di Rodari che qui facciamo nostro perché fortemente rappresentativo del progetto Bill, della sua bibliografia e delle caratteristiche che gli incontri assumono.

Bill riunisce all’interno della sua bibliografia stili e temi, epoche e contesti, modalità narrative anche molto diverse, una pluralità di proposte perché i lettori possano fare esperienza di una lettura stimolante, possano “inciampare” in storie che mai avrebbero cercato, possano riconoscere libri già letti scoprendo però in essi nuovi punti di vista e prospettive.

Nella scelta dei libri si sono fatti ragionamenti anche sulle fasce d’età, ma nel procedere a incontrare i lettori, abbiamo notato come la suddivisione in età di riferimento possa causare una certa chiusura e rigidità. Infatti, non solo ci sono albi illustrati o silent che per la loro tematica o la loro scrittura, parlano alle diverse età della vita, ma ci sono libri, indicati solitamente per i ragazzi più grandi, che possono incontrare anche il gusto e la richiesta di giovanissimi lettori, o ancora libri dai quali è possibile selezionare alcune pagine, con dialoghi o descrizioni, da leggere ad alta voce a una comunità eterogenea.

Alcuni lavori fatti nelle Bill territoriali hanno, invece, cercato di individuare parole-chiave in grado di poter richiamare tratti particolari delle opere o delle narrazioni, per facilitarne collegamenti o consigli di lettura: crescita, cittadinanza, diritti, guerre, mafie ecc.

Ci sono letture che parlano di “passaggi”, di crescita, storie che sono diari di viaggio, narrazioni che portano a confrontarsi con se stessi e con quello che si intende essere. Libri che aiutano i ragazzi a identificarsi con una gamma eterogenea di personaggi, in modo da poter costruire lentamente una propria identità.

Ma poi ci sono libri che affrontano direttamente temi quali la partecipazione responsabile e attiva alla vita civile e, come abbiamo visto, libri che propongono l’incontro e la conoscenza della Costituzione italiana. Parole come regole, norme, leggi si incontrano nelle storie con altre parole come rispetto e libertà personale. Libri che avvicinano il lettore al significato autentico della parola “politica” attraverso storie vicine e riconoscibili nelle azioni quotidiane, alcuni dei quali dedicati anche ai bambini più piccoli.

Una sezione intera è dedicata ai diritti di tutti gli esseri umani e al lungo percorso che la stessa umanità ha fatto prima d’arrivare alla Dichiarazione universale dei diritti e in modo particolare alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, «primo fra tutti il diritto a riconoscere la sua stessa condizione che è quella di Infanzia e di Adolescenza e non di piccolo adulto». Storie di diritti persi o negati che non permettono alle giovani generazioni di ricevere le stesse opportunità di crescita e di speranza di vita.

E poi ci sono le guerre ancora così presenti nella storia odierna ma così poco trattate e indagate con i ragazzi. Ma a fronte di storie che parlano di pericolo, di ingiustizia e di malvagità troviamo anche storie che parlano di coraggio e di determinazione, di scelte fatte per la libertà e la giustizia.

Anche i tempi di pace sono rappresentati nella bibliografia e lo sono con storie che raccontano e testimoniano i momenti di ricostruzione sociale e culturale di un paese, rappresentati anche da personaggi che lo hanno reso una patria unica, un paese dove tutti i cittadini si riconoscono.

Altra sezione è dedicata alla mafia. La mafia ci riguarda, non è in luoghi lontani, la mafia si coniuga al plurale nel nostro paese e anche oltre i suoi confini. Riguarda tutti e riconoscerla è fondamentale soprattutto se non se ne individuano matrice e meccanismi.

Nella bibliografia Bill molti sono gli esempi di “eroi”, che si presentano alla lettura con i semplici abiti di un lavoro, svolto con coscienza. La scelta delle storie è ampia e diversificata. Ci sono libri di vario genere a seconda che si prediliga la narrazione scritta o la forma del linguaggio visivo, perfino racconti in rima adatti soprattutto ai più piccoli. Non mancano i protagonisti della lotta alla mafia, sia quelli più conosciuti, che personaggi minori, meno noti, ma non con meno valore.

Ci sono poi libri che trattano di migrazione, storie difficili, all’apparenza lontane che invece, se solo aguzziamo l’udito o mettiamo a fuoco la vista, troviamo tra i banchi di scuola e sul pianerottolo di casa appena apriamo un po’ la porta.

Infine, ci sono libri preziosi che parlano di come tutti siamo “ugualmente diversi”, ma che solo alcuni siano diversamente trattati e considerati. Storie di diversità sorretta da pensieri o posizioni costruiti sui pregiudizi o sulla scarsa conoscenza; ghetti di pensiero primordiale che permangono e che si interfacciano con la storia vera in cui il potere economico e la logica della sopraffazione prevalgono.

Bill 101 Classici

Recuperando ancora una volta la memoria dell’esperienza straordinaria di Jella Lepman, che in una Germania devastata dalla guerra, dalla fame e dall’odio, aveva avuto il “rivoluzionario” pensiero di chiedere agli altri paesi le migliori opere di letteratura per poter ricostruire le anime e le menti vuote e disperate delle giovani generazioni tedesche, Bill ha pensato di dedicare una bibliografia a parte ai classici. Alcuni di essi già facevano parte del nucleo 101+101, ma ora si trattava di fare un viaggio con destinazione “101 Classici Bill”. Significava fare scelte personali, condividerle in coordinamento, sostenerle, confrontarle, discutere e, quindi, decidere.

Alla fine, si è costituita una “Bill Classici”, 101 libri che permarranno tali nel numero e che riteniamo possano resistere al tempo e ai cambiamenti. Classici che “non ci sono indifferenti”.

«Non resta che inventarci ognuno una biblioteca ideale dei nostri classici; e direi che essa dovrebbe comprendere per metà libri che abbiamo letto e che hanno contato per noi, e per metà libri che ci proponiamo di leggere e presupponiamo possano contare. Lasciando una sezione di posti vuoti per le sorprese, le scoperte occasionali».

Abbiamo seguito le orme di Italo Calvino e per costituire il nucleo classici siamo partiti da noi, dai libri letti nei periodi di formazione personale, libri che hanno contato nelle scelte che ciascuno ha fatto. Altri libri li abbiamo scelti accogliendo suggerimenti e basandoci su ciò che ancora vorremmo leggere.

Sono libri che raccontano con maestria, libri che usano parole “scelte” e narrazioni esemplari, testi che si interrogano sulla vita, sull’amicizia, sulle passioni raccontando di viaggi, esperienze, dolori. Romanzi che indagano gli spazi della verità e quelli della menzogna, i luoghi del vivere libero e quelli della costrizione, che raccontano il possibile ed esaltano l’impossibile.

Nel 2019 viene così pubblicata la seconda antologia Bill, dal titolo Il diritto di leggere classico. Ancora una volta una raccolta non di brani antologici dei testi selezionati, anche se compaiono alcuni brevi assaggi, ma una raccolta di voci che motivano e sostengono la scelta fatta nel costituire il nucleo di libri classici. Un libro che raccoglie così, anche parte delle identità letterarie del coordinamento Bill, le loro domande aperte, gli ambienti di indagine e di confine.

Una terza antologia uscirà a breve, dedicata al pensiero e al lavoro di Gianni Rodari, un lavoro che desidera essere un tributo alla sua opera e alle sue scelte. Nello stile delle due precedenti, l’antologia non raccoglie e commenta testi dell’autore, filastrocche, racconti, articoli ma, ancora una volta, raccoglie una pluralità di voci che si sono interrogate sul significato delle parole, delle invenzioni e delle scelte di Gianni Rodari, a partire proprio dalla sua riflessione sull’infanzia e sul mondo dei ragazzi.

Doveva esserci una grande festa quest’anno dedicata all’autore per il centenario della sua nascita, e Bill avrebbe dovuto presentare la sua terza opera antologica alla Fiera del libro per ragazzi. Non ci sarà. La prospettiva di vita collettiva è cambiata a causa dell’emergenza sanitaria, ma noi cercheremo di continuare sulla scia delle riflessioni avviate dall’autore. Gianni Rodari, in maniera lucida e vicina ai ragazzi, aveva saputo parlare loro di guerra, di lotte operaie e di confini, di libertà e di diversità, facendo loro intravedere come fosse possibile valicare le restrizioni, gli errori e le miopie sia del pensiero che delle decisioni, per immaginare, e infine pervenire, a un mondo “vicino”, rispondente all’uomo nella sua più alta capacità di espressione e di vita collettiva. Lo aveva fatto attraverso l’incontro e le parole.

In questo momento di vita sospesa, in cui le valigie Bill sono rimaste a vegliare le scuole e attendono il ritorno dei ragazzi, siamo invitati ancora una volta a guardare avanti, ad avere forza e a immaginare una vita futura più solidale e ricca di speranza, con la convinzione che la letteratura e i libri possano generare la condivisione di valori attraverso il dialogo.